SANTA CLEMENTINA
l’area di Santa Clementina risulta essere uno dei luoghi della memoria di Benevento, grazie alla presenza di notevoli tracce del passato che oggi possiamo ancora apprezzare.
CENNI STORICI SULLA CONTRADA SANTA CLEMENTINA
Il nome originario con il quale la contrada viene ricordata in diversi documenti dell’Ottocento1 è Cischermini o Cischiermino, interpretato come una deformazione del latino circa-eremum ovvero zona intorno ad un eremo2.CHIESA DI SANTA CLEMENTINA
Le forme attuali in cui si presenta la chiesa risalgano alla ricostruzione voluta dal Cardinal Di Rende intorno al 1880, che qui vi fu seppellito nel 1897.In origine il nome della chiesa era Santa Maria di Gerusalemme, il cui nome si doveva alla presenza di terra portata dalla città santa come reliquia. Borgia ricorda che la chiesa esisteva già al tempo del Vescovo San Gennaro1. Venne dedicata a S. Clementina solo agli inizi del 1800 quando vi furono portate le reliquie della Santa da Roma.
Nella cronaca del monsignore Antonio de Rienzo sulla carestia e l’epidemia del 1764, riportata anche dal De Lucia2 nelle sue Passeggiate Beneventane, viene descritta la chiesa detta Gerusalemme, in relazione alla scelta di un nuovo sito per la sepoltura delle vittime dell’epidemia che colpì la città. Nel passo si legge che fu realizzata una “nuova sepoltura in campagna, passato il ponte Lebbroso, nella via che conduce alla fontana e peschiera di Cischermini, mentre ivi vi è un’antichissima chiesa tutta in mattoni, chiamata Gerusalemme (S. Maria in Gerusalemme), dentro ci erano moltissime figure dipinte tutte affresco e perché detta chiesa era tutta dentro terra e per vedere ciò si doveva calare per delle grade […] vi erano piccoli finestrini che furono turati. […] fu realizzata una porta. Detta chiesa era lunga 40 palmi (=10,56 m) e larga altrettanti, alta 5 canne (=13,20 m) onde è venuta una sepoltura capacissima, su cui fu posta una croce di legno e dato il nome di camposanto”3.